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claudio-vergnani-la-sentinella-new-201x300 Il sesto romanzo di Vergnani sbuca in libreria come un fulmine a ciel sereno: non soltanto consacra l’ascesa di uno dei più promettenti scrittori moderni italiani, ma riafferma il connubio letterario fra tematiche horror e distopiche che, già in piccola parte, è stato tanto caro ai visionari del passato.

La trama ci parla di un futuro prossimo in cui la razza umana, afflitta da carenza di cibo, ambigue sette esoteriche, disastri naturali e creature geneticamente instabili, viene catapultata in un turbine di sciagure e non riesce a salvarsi da se stessa. La religione ha perso significato, la politica è svanita e le forze dell’ordine vengono trascinate dal caos degli eventi: ecco che sorge la setta delle Sentinelle, lo squadrone di sicurezza incaricato di mantenere l’ordine e combattere il cannibalismo, accuratamente composto in seguito ad una lunga e tediosa Selezione che per molti individui, come il protagonista stesso, si rivelerà una catartica esperienza di redenzione.

L’opera è divisa in una serie di blocchi, tutti scorrevoli e consecutivi, che narrano il percorso del protagonista misterioso sin dal suo ingresso nel gruppo scelto, per poi catapultare il lettone in grottesche scene d’azione quasi splatter, inseguimenti, fughe e scorte di Papa ubriachi e strane maschere da teatro.
Quest’ascesa letteraria è tanto fondamentale quanto ben riuscita: bisogna giustificare le barbarie ed il coraggio maturato delle Sentinelle sciorinando tutto ciò che hanno dovuto subire per farne parte, ma bisogna anche parlare di questo mondo distopico in cui non funziona nulla, la razza umana è abbandonata al maligno ed i meccanismi sentimentali più efficaci hanno lasciato il posto alla rabbia antropica e animalesca generata dalla sopravvivenza.
Il romanzo si districa così fra le tematiche più basilari del genere, quali l’efficacia della religione, la distinzione fra il bene ed il male e fra i veri e propri mostri presenti nel romanzo.

Come potrà il lettore odiare dei nemici che, fondamentalmente, si mangiano a vicenda per sopravvivere? O delle creature sbandate che non hanno idea del perchè stiano soffrendo?
E come potrà affezionarsi all’insensibilità accademica richiesta alle Sentinelle, che devono essere sempre pronte a tutto senza guardare in faccia alla morte?

Sono sicuro che una buona parte di recensori avrà bollato questo scenario come “surreale” o troppo distaccato, forse difficile da inquadrare ed immaginare, ma l’oscura spada di Damocle dell’incertezza è presente in ogni pagina. Questo libro, più di ogni altra cosa, è un monito. Basterebbe guardarsi intorno per comprendere quanto facilmente il nostro equilibrio possa cadere in un caos del genere, assorbendo l’abitudine alla morte e alla violenza di cui sono portatrici le generazioni del presente, o immaginando l’efficacia della religione in una crisi di ordine mondiale, il fanatismo, la sopravvivenza, la crudeltà e la sofferenza, ricordandoci che l’uomo, talvolta, può decidere di essere soltanto un animale, ed il confine fra i buoni ed i cattivi è così sottile da trasformare tutto in “neutro”.

In questo scenario a tratti gotico e a trati quasi romantico, si può distinguere una scrittura scorrevole, adatta e piacevole, coronata da un buon lessico, che aiuta a superare il primo tratto più “didattico” sulla preparazione delle Sentinelle, sopravvivendo con piacere fino alle più drammatiche conseguenze dei personaggi elencati.

“Le Sentinelle” è un romanzo che può non piacere, può anzi far storcere il naso ed essere preso sotto gamba. Bisogna saper interpretare il messaggio che vuole inviare ed immedesimarsi in personaggi quasi teatrali che ci sembrano così lontani.
Superato questo piccolo scoglio, come le Sentinelle insegnano, c’è ben altro di cui cibarsi arrivati alla meta.